Plastic

L’evoluzione/involuzione dell’Umanità ha un nome: Plastica. Il materiale contemporaneo per eccellenza invade la quotidianità, pervade ogni gesto e attimo. I soggetti ritratti condividono lo spazio scenografico con la plastica, ne vengono fagocitati, sommersi o ricoperti, in un crescendo catulliano di “Odi et Amo”. Anche in questo caso, la narrazione sottesa all’estetica del progetto carica di significati intrinsechi la scena rappresentata, denunciando l’eccessiva presenza della plastica nelle nostre vite e l’incapacità di riconoscerne la minaccia ambientale da parte dell’Uomo.